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La vicinanza con il Brenta è stata determinante per creare la fortuna economica di Nove e per delinearne la fisionomia economico-sociale di 'Terra di Ceramica'. Il primo passo di questa lunga storia, culminata oggi con la nascita del nuovo Museo della Ceramica, fu il patto societario che nel 1719 Giovanni Battista Antonibon stipulò con Giovanni Maria Moretto per erigere un 'negozio di cristallina' e usare i suoi mulini a Rivarotta (Angarano). Sono queste le basi per la futura azienda di Nove, che verrà fondata nel 1727. Antonibon, una volta ottenuta l'esenzione ventennale dai dazi e il diritto di aprire una bottega a Venezia per la vendita dei suoi prodotti, in breve tempo riuscì a superare la manifattura dei Manardi con una produzione che verrà anche esportata. E' da allora che la ceramica di Nove, con le maioliche degli Antonibon, acquista le forme.
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