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Un cuco è uno strumento musicale in terracotta. Capostipite degli strumenti attuali, risale persino alla cultura Precolombiana. Aveva funzione magica poiché serviva a riportare il mondo all’armonia, a trasformare l’entropia inm ordine, il rumore in suono. L’accezione ludica viene acquisita più tardi tanto che viene anche definito il primo giocattolo dell’antichità. I noveri, maestri assoluti della ceramica, hanno “disarcionato Napoleone e l’hanno rilegato a cuco”. Nella Pissota c’è un forte richiamo alla battaglia di Nove, ma la presenza del cuco nella rappresentazione ha anche un’altra fondamentale valenza . Un tempo esso veniva regalato dall’innamorato alla sua bella, la quale suonava per lui note d’amore e giovinezza. Al cuco vengono attribuiti anche poteri afrodisiaci. Una sensualità “popolare” che rivive nel mito della Ninetta, così fresca, così ambita, così “bea moreta”.
A livello letterario si potrebbe definire il termine cuco un pun shakespeariano, un doppio senso giocato sulla sessualità. La parola cuco, infatti, è tradizionalmente utilizzata nel dialetto locale come surrogato di molte altre. “Non te capisi un cuco” – Ti si un cuco” , etc…Interessanti quindi anche i risvolti filologici che richiederebbero un ampio approfondimento. Quello che è certo è che la Pissota permette di contestualizzare questo oggetto, così piccolo ma ricco di storia.
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