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La Pissota vivente, nella terra della ceramica

9 - 10 - 11 Settembre 2005 va in scena a Nove, cittadina della Provincia di Vicenza, La Pissota Vivente. Lo spettacolo, organizzato dalla Pro Loco di Nove con il sostegno del Comune e dell’Assessorato alla Cultura e all’Identità Veneta della Regione Veneto e con il patrocinio della Provincia di Vicenza, si svolge a cadenza biennale e giunge quest’anno alla sua ottava edizione.

LO SPETTACOLO. La Pissota, un antico gioco popolare che ricorda una tombola figurata, viene rappresentata nella piazza del paese da 300 personaggi in costume in uno spettacolo suggestivo, ricco di fascino, tradizione e storia. La rappresentazione, curata dalla sapiente regia di Giancarlo Caron, consiste non solo in un gioco reale nel quale il pubblico è invitato in prima persona a partecipare e a tentare la fortuna, ma soprattutto in una rievocazione della civiltà rurale e artigianale del paese, con tutto il suo mondo di leggende e di tradizioni. Un’immersione nel passato, insomma, e nella memoria storica di un territorio, che a partire dai simboli naturali acqua-fuoco-terra-aria (gli elementi primari della ceramica, per la quale Nove è famosa in tutto il mondo) evoca i segni concreti della vita contadina fino a quelli di natura astrologica e mitica, proponendo una visione complessa del mondo e della realtà.
Lo spettacolo è incentrato sulla figura allegorica della Pissota intesa sia come Dea della Ceramica nel legame con la terra di Nove e la sua storia artigianale, sia come Dea della Fortuna in relazione al gioco e, in seconda battuta, alla prosperità della vita economica del paese. Il rapporto tra il mondo contadino e il mondo artigianale rimane in primo piano anche in altre figure come il Cuco, l’antico fischietto in ceramica nato in epoca napoleonica per sbeffeggiare l’invasore, e la Bossa Bufona, la strana brocca dalla quale si beve solo con una particolare tecnica.
Nella serata, inoltre, vengono riproposti diversi momenti della vita sociale di un tempo, scandita dal lavoro dei campi e dalle stagioni: il filò, dove prendono forma racconti e leggende; l’allegro e chiassoso ritrovo del mercato; la lavorazione della ceramica proposta da esperti artigiani.

IL GIOCO. I numeri, rispetto alla tradizionale tombola, sono sostituiti da 64 figure che si rifanno ad elementi naturali, astrologici e della vita quotidiana, in passato facilmente riconoscibili dal popolo analfabeta, secondo un bagaglio comune di credenze e tradizioni. Ogni giocatore, il pubblico stesso, possiede una o più cartelle con 8 simboli ciascuna. Per vincere, questi dovranno essere abbinati alle figure estratte pubblicamente e rappresentate da personaggi in costume disposti su una scacchiera allestita nella piazza. Fascino, tradizione, storia, ma anche fortuna. Come tutti i giochi, la Pissota ha un vincitore! Lo spettatore, con le cartelle, diventa protagonista. Chi per primo completa la sequenza, conquista il premio. In palio, ogni sera, ci sono 1000 euro!


LA STORIA E L’ARTIGIANATO. L’origine del gioco della Pissota si perde nella notte dei tempi, ma già si ha notizia a metà del XVI secolo, nel commercio delle stampe popolari, in particolare della vicina bottega dei Remondini, che da Bassano del Grappa commerciavano in tutta Europa. Con il tempo divenne il passatempo preferito nei filò invernali, le veglie nelle stalle o attorno al focolare, forte momento di aggregazione nella civiltà veneta.
La Pissota non poteva non legare il suo nome all’arte della ceramica. Le formelle che compongono il tabellone sono realizzate in questo prezioso materiale per il quale Nove vanta un primato per storia e produzione. Lo spettacolo diventa quindi una splendida vetrina dei prodotti artigianali di questa zona, piccole opere d’arte che sostituiscono numeri e parole, simboli riconoscibili perché al gioco potessero parteciparvi analfabeti e bambini.



  
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9 - 10 - 11 Settembre 2005 ore 21
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